Cinque sale del Museo sono state intitolate a quattro uomini e una donna  che hanno vissuto sul e col mare:


Lucia Mazzella nasce a Ischia il 30 agosto 1947. Nel 1970  consegue la laurea in Scienze Biologiche presso l'Università "Federico II" di Napoli con una tesi sperimentale in biologia marina svolta presso la Stazione Zoologica "Anton Dohrm" di Napoli.

Nel 1973 entra a far parte dello staff scientifico della Stazione zoologica, presso il Laboratorio di ecologia del Benthos di Ischia

Nel 1986, dopo anni di intensa attività scientifica presso la sede di Ischia e quella di Napoli, viene nominata responsabile del Laboratorio di Ecologia del Benthos Ischia, incarico che mantiene in qualità di Dirigente di Ricerca fino alla scomparsa, avvenuta il 25 Giugno 1999.

Sin dall'inizio della sua attività di ricerca Lucia ha compiuto studi sui vegetali marini bentonici, indirizzando i suoi interessi alle microalghe diatomee e macroalghe, con approcci tassonomici e ginecologici. In particolare, ha focalizzato le sue ricerche sulla composizione specifica, sulla struttura delle comunità e la zonazione di forme algali di substrato o roccioso lungo gradienti idrodinamici e luminosi. 

Ricordiamo in proposito gli studi, divenuti ormai paradigmatici per l'ecologia marina del nostro paese, sulle comunità di alcuni ambienti costieri di Ischia, quali la Grotta del Mago ed il Porto di Ischia. Successivamente Lucia ha indirizzato le sue ricerche sui sistemi a fanerogame marine del Mediterraneo, diventando in breve una autorità in campo internazionale, e contribuendo negli anni a promuovere nuovi approcci multidisciplinari allo studio di questi sistemi costieri.

In questo campo ha ottenuto riconoscimenti internazionali che le hanno valso il coinvolgimento nei più importanti programmi di ricerca a livello europeo, in cui ha coinvolto tutto lo staff del laboratorio di Ecologia del Benthos di Ischia.

Le ricerche su alcune praterie di Posidonia Oceanica dell'Isola d'Ischia (Lacco Ameno, Castello, Scarrupata, La nave)  divengono punto di riferimento per la comunità scientifica internazionale. Tra i risultati più rilevanti del suo contributo scientifico figurano la definizione della struttura e dinamica della comunità epifita di Posidonia oceanica, nonché l'ecofisiologia dei processi di fitosinstesi, di produzione e di bilancio di carbonio nelle fanerogame. Questi studi, condotti su lunga scala temporale, in alcuni siti intorno all'Isola d'Ischia, hanno permesso di identificare i tracciati biologici più idonei, ed anche alcune tecniche non distruttive, per il monitoraggio a lungo termine di questi sistemi vegetati.

L'attività professionale di Lucia non è stata rivolta unicamente ai progressi nella ricerca scientifica a mare bensì anche alla diffusione dei risultati di questi studi a vari livelli didattici attraverso corsi di formazione e di approfondimento a livello sia nazionale che internazionale. Da ciò sono scaturite un numero rilevante di collaborazioni, di tesi di laurea e di dottorato, di convegni e workshops nazionali e internazionali. Lucia ha sempre sentito molto il ruolo sociale della ricerca scientifica ed anche le sue implicazioni applicative. E' stata infatti Lei che ha promosso la istituzione del Parco Marino delle Isole di Ischia, Procida e Vivara, denominato "Regno di Nettuno", e ne ha formulato lo studio di fattibilità finanziato dal Ministero dell'Ambiente. Dal punto di vista applicativo si è occupata dello studio di vernici non tossiche per il controllo del biofouling, e di ecofisiologia di diatomee bentoniche responsabili della produzione di mucillagini.

Lucia ha inoltre effettuato numerosi viaggi di studio e di collaborazione scientifica, sia in Italia che all'Estero. in particolare ha avuto frequenti relazioni con l'Istituto di Biologia Marina di Vienna, in collaborazione con il quale ha partecipato dal 1989 alla Direzione Scientifica della Rivista "Marine Ecology", con il Marine Biological Laboratory di Woods Hole e la Hopkins Marine Station di Monterey (USA). Ha partecipato e promosso numerose campagne di ricerca a mare, sia in ambito nazionale che internazionale, facendo parte del Gruppo di Ricerca di Ecologia Marina in alcune campagne nei mari tropicali  (Mar Rosso, Australia, Giappone) e nella spedizione Italiana in Antartide, nell'Estate australe 1993-1994. Negli ultimi anni di attività ha dato impulso a nuove linee di ricerca per lo studio delle relazioni filogenetiche e della genetica di popolazione delle fanoragame marine e di altre specie chiave del benthos costiero, in relazione alla biologia ed ecologia delle specie.

La profonda preparazione scientifica, unita ad una grande abilità organizzativa, ed alle doti umane di lealtà, fermezza e tenacia che hanno caratterizzato i suoi rapporti con lo staff del Laboratorio e con l'esterno, hanno reso il Laboratorio di Ecologia di Ischia una delle strutture scientifiche più note nel mondo per lo studio degli ecosistemi a fanerogame marine.

L'instancabile e rigorosa attività scientifica e divulgativa è attestata da circa 130 pubblicazioni su riviste internazionali, atti di convegni e simposi, libri, che rappresentano la sua "eredità scientifica" destinata a rimanere a lungo un punto di riferimento per ricercatori operanti nel campo della botanica ed Ecologia marina.

 


Nacque ad Ischia il 07 giugno 1917. Fin da piccolo dimostra grande propensione per il mare, sulla scia del nonno paterno, sottufficiale di macchina della Regia Marina.

Seguendo il padre corriere, impara oltre al mestiere paterno, a pilotare l'Ondina la barca che collegava Ischia a Napoli e viceversa.

Il 17 ottobre 1947 raggiunge l'America per prelevare una piccola nave la "Buona Speranza" e condurla in Italia. E' una barchetta per l'immensità dell'Oceano, ma Agostino non si perde d'animo. Attacca l'immagine di San Giovan Giuseppe della Croce vicino al timone e parte.

Durante la traversata incappa in un terribile fortunale e la "Buona Speranza" minaccia di affondare. Prega il santo protettore di Ischia che gli appare dicendogli: "ancora tre giorni soffrirai, ma poi vedrai un faro".

Tre giorni dopo la tempesta Agostino Lauro avvista il faro di Las Palmas.

Nel 1948 sposa Angelina Sogliuzzo, la sua compagna della vita. Nascono Celestina,  Salvatore, Anna Maria e Rosaria.

Ischia si affaccia al turismo ed Agostino compra e mette in linea la "Freccia del Golfo", un mass da guerra adattato al trasporto passeggeri, con cui collega Ischia a Capri, Procida e Napoli, consentendo il ritorno a Ischia alle 21 per chi partiva al mattino. 

Agostino Lauro fa il suo ingresso tra gli Armatori del Golfo. Dalla metà degli anni 50 è tutto un susseguirsi di acquisizioni: la "Celestina", la "Angelina", la "Rosaria", il "Salvatore Lauro" e "l'Agostino Lauro", il "Settebello", "La Città d'Ischia", il "Generale Orsini", il "Lauro Express",  l'"Anna Maria". Poi l' "Heidi", la moderna "Angelina Lauro". La grande intuizione di Agostino Lauro è comunque, il passaggio agli Aliscafi che hanno rivoluzionato il sistema del collegamento marittimo nel Golfo. 

Il 02 gennaio 1989 mentre è in viaggio verso Genova per vedere i lavori all' "Heidi", muore colpito da un infarto. Oggi la compagnia di navigazione di Agostino Lauro è una delle più grandi ed importanti del Mediterraneo, la più grande del golfo di Napoli. Le sue navi collegano decine di porti.


Nacque a Bacoli (Napoli) il 03 agosto 1929 da dove si trasferì con la famiglia ad Ischia. Il suo rapporto con il mare è intenso e fecondo. Operatore turistico nel settore balneare, Gennaro Basile rende la sua spiaggia un punto di incontro per la bella gente che viene in vacanza a Ischia.

Maestro d'ascia provetto, utilizza le sue conoscenze tecniche per la costruzione di perfetti modelli di barche che spiccano per l'attenzione dei particolari, la cura costruttiva e la perfetta galleggiabilità. 

Nei modelli di Basile viene raccolta la storia della marineria ischitana e grazie a lui ed al suo insegnamento, è stato possibile realizzare il Museo del Mare, che ospita alcuni modelli messi a disposizione dal Museo del Mare di Trieste (via C. marzio 5 Trieste) che ha ricevuto in dono tutta la restante collezione. I restanti modelli sono stati donati dai familiari ed amici.

Gennaro Basile muore il 23 febbraio 1996.


Nacque ad Ischia il 31 marzo 1880, da una famiglia di pescatori. Lui stesso diventa pescatore e, per tutta la vita, si carica dei problemi della categoria, difendendo i suoi compagni di lavoro con competenza e coraggio disinteressato. Componente della Camera dei Fasci e delle Corporazioni, viene eletto Consigliere Comunale di Ischia e poi Assessore con grandi consensi. Si batte nel civico consesso, per la difesa dei diritti di Ischia e degli Ischitani, rivendicando un ruolo attivo per i pescatori. Memorabili le sue battaglie a livello provinciale e nazionale in difesa della piccola pesca, dando dei punti anche ad eminenti Zoologi per quanto riguarda la vita del pesce azzurro. 

Muore ad Ischia il 10 maggio 1967.


Fu uno dei primi Armatori privati ad inserirsi nel settore dei collegamenti marittimi da Ischia per il Continente. 

Nacque a Casamicciola (Napoli) il 06 aprile 1894.  Inizia la sua carriera di armatore a metà degli anni Venti rilevando la motobarca "Ondina" e destinandola ai collegamenti con Napoli (molo dell'Immacolatella Vecchia).

Forma una sorta di consorzio con F. Sirabella e B. Cuomo e insieme rilevano dagli Aponte la motobarca "Rondine" a cui affiancano la nuova e moderna motonave "Littoria". Con lo scoppio della II Guerra Mondiale l' "Ondina", la "Rondine" e la "Littoria" vengono requisite ed adibite al pilotaggio foraneo  a Napoli.

Durante il periodo bellico i collegamenti con la terraferma furono garantiti dalla vecchia motobarca "Colomba" e dalla motobarca "Santa Barbara" noleggiata dagli Aponte di Vico Equense. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 la motonave "Littoria" venne requisita dagli inglesi che la usarono per collegare Napoli con il loro campo base di Ischia.

Tra il 1946 e il 1947 si ritornò gradatamente alla normalità e vennero restituite tutte le unità requisite.  La motonave "Littoria" cambiò nome in "Vittoria" e successivamente, dopo i lavori di rimodernamento in "Generale Orsini"; la "Rondine" venne ribattezzata "Vincenzo Monti", l' "Ondina" cambiò nome in "Camillo Cavour".  Nonostante i miglioramenti le vecchie motobarche cominciarono ad essere insufficienti per le mutate esigenze  del traffico marittimo fra l'isola ed il continente.

Alla fine degli anni 50 l'incremento del traffico turistico diventa notevole e si avverte la necessità di istituire un vero e proprio servizio di traghetto per i veicoli  fino ad allora affidato alle vecchie motobarche adattate con rampe di fortuna, mentre le merci erano ancora trasportate in colli. Attento a queste nuove esigenze Nicola Monti nel 1961 rilevò dal Sig. A. Colandrea il  traghetto " Città di Pozzuoli " che fu il primo traghetto nella storia dei collegamenti di Ischia con il Continente. Visto il successo acquistò in Danimarca il traghetto " Langeland" mosso da due macchine alternative, a cui diede il nome "Città d'Ischia".

Nicola Monti da attento e capace imprenditore non si limitò alle attività traffico di linea, ma si dedicò anche al traffico di piccolo capotaggio con una serie di motovelieri che partivano da Ischia carichi di vino ed altri prodotti locali e ritornavano carichi di olio, farina, stoviglie ed altro.

La lunga e movimentata vita di Nicola Monti s'interruppe il 17 dicembre 1979 mentre era di ritorno ad Ischia sul "suo" traghetto "Città d'Ischia".